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L'ennesima "distratta violenza"

  • Immagine del redattore: Concetto Cassia
    Concetto Cassia
  • 12 set 2023
  • Tempo di lettura: 12 min


Tra il 6 e 7 luglio corrente anno,è stata commessa l’ennesima atrocità nei confronti di una donna-ragazza di diciannove anni per esattezza-la quale,rea di esserlo per fortuna di alcuni animali e per sua sfortuna.Dopo la notizia,

rammaricato dal fatto e speranzoso di una giustizia che avrebbe fatto il suo dovere,non badai più alla questione,non per menefreghismo,ma perché passò immediatamente nel dimenticatoio del vortice dell’elenco delle notizie del giorno:credo che ormai i media non hanno più la funzione di informare a dovere e con cura,magari ritagliando un momento in più per far capire l’importanza o la gravità del fatto,ma hanno la mansione di stillare la notizia;nel frattempo arrivano tante piccole informazioni,per giunta edulcorati da curiosità dal mondo che non ci azzeccano nulla con le informazioni precedenti e in tutto quel marasma non si presta attenzione-quantomeno così succede a me-e si è arrivati al punto di non badare più a ciò che viene detto,cadendo per di più nella cattiva retorica di un commento superficiale sull’ultima notizia data(di solito l’aumento della benzina,”argomento che ci sta tanto a cuore”).Addirittura nel commentare con rimarcata noncuranza-magari mentre si guarda un bel video divertente sul telefono- la violenza fatta con un bel”eccola la,ne hanno violentata un’altra”.Un’altra…come suona male…e mi chiedo:è possibile che ormai classifichiamo le persone associandole a qualcosa di indefinito?Ed è qui che avrei,non un appunto,ma milioni di appunti da fare e per non cadere più nell’errore della cattiva retorica di cui ho parlato prima-è il mio modo di scusarmi dell’indifferenza dei fatti-mi soffermo per qualche giorno sull’argomento ed ho trovato-sicuramente l’avrete già letta-un estratto delle parole espresse in una lettera dalla ragazza,dopo il vortice mediatico che si è scatenato in seguito alle sentenze:


"Devo andare avanti per mia madre". Lo scrive la 19enne vittima dello stupro di gruppo avvenuto a Palermo in una lettera a "Zona Bianca", il programma condotto da Giuseppe Brindisi in prima serata su Retequattro. La ragazza rivolge poi un appello alle donne che, come lei, sono state vittime di stupro:


"Non siamo noi sbagliate, sono sbagliati certi uomini che vedono la donna come un oggetto sessuale e non come un essere pieno di emozioni, sentimenti e vita alle spalle"


"Molte donne hanno paura di denunciare per vergogna, non dobbiamo essere noi a vergognarci ma chi osa sfiorarci senza il nostro consenso. Ho letto di ragazze che dopo quello che è successo a me non vogliono più uscire... ma perché privarci di uscire? Perché noi? Sono le bestie che si dovrebbero essere private. Perché lasciarmi condizionare l'esistenza così tanto da persone che vogliono solo questo?".

"Non sto sempre bene nonostante ci siano momenti in cui cerco di risollevarmi pensando al futuro. Purtroppo ho affrontato una vita non facile, ma devo andare avanti, voglio farlo, controvoglia, ma devo riuscirci. Non solo perché voglio una vita migliore ma anche per mia madre, che nonostante fosse molto malata e bloccata a letto, si faceva sempre vedere col sorriso"

"A volte ci si spaventa per ripercussioni da parte di parenti e amici degli stupratori come è successo a me, che sono stata inondata di minacce. Se ci fosse una protezione completa molte più donne sarebbero disposte a denunciare. Mi dispiace dirlo ma non è sempre così",


aggiunge la 19enne, che da qualche giorno vive in una comunità protetta, dopo aver subito intimidazioni sui social. (web)


Ora,dopo che hanno individuato i colpevoli e condannati grazie al lavoro ineccepibile delle forze dell’ordine,dato lo stato dei fatti dopo gli aggiornamenti dell’accaduto e soprattutto,dopo aver letto questo estratto della lettera della giovane, mi sono posto altre domande:perché le cose succedono sempre dopo?Perché la strumentazione di controllo del governo e di tutto l’indotto messa a disposizione non viene usata per anticipare?Perché si è sottoposti a giusta sentenza dopo un processo mediatico e non prima,dato che la magistratura ha le doti per farlo,come in realtà dovrebbe essere?Ma cosa hanno insegnato i genitori a questi ragazzi?E la scuola,la società dove vivono,quale è stato il loro ruolo in questa storia?E soprattutto,chi è il carnefice-io li considero i mandanti-oltre a quei ragazzi?Cos’è che li spinge a questa follia?Ce ne sarebbero un’infinità di domande da porre alla comunità,a noi stessi,ma a quanto pare,la risposta ha un comune denominatore ed è sempre lo stesso:la velocità e la metodologia mista al grado di importanza e convenienza con cui passano le informazioni,a loro volta intrinseche alla soluzione più “adatta da trovare”:in questo caso hanno spedito la ragazza in una comunità protetta perché oltre allo stupro e le umiliazioni,anche le minacce.Ovvio,la cosa più semplice e più rapida da fare è questa per tamponare la situazione,per arginare la rivolta dell’opinione pubblica.Già,perché l’opinione di chi accusa o difende per inerzia è importante?Importante al punto che è stato meglio isolare la vittima levandola da torno?Ma quello che ha chiesto-velatamente- è di rimanere,nella lettera si chiede il perché dovrebbero limitare la vita delle mal capitate e non il contrario!Allora mi chiedo,queste povere anime,sono vittime solo di chi compie la barbaria o anche del sistema?Ma no,in fondo vogliono proteggere la vittima,mai sia che vogliono far passare il messaggio contrario,un messaggio dove la collettività vince sul singolo anzichè aiutarlo…Mai sia,per carità!!!E allora voglio chiedere a coloro che postano sui social frasi,commenti,articoli e aprono dibattiti inerenti ai casi:ma abbiamo capito realmente la differenza tra istruire ed educare?Questa domanda nasce nel momento in cui leggo alcuni post,in particolare uno di una scrittrice che seguo e che stimo,dove spiega la differenza tra le due cose,cito testualmente:


“Avete a mente i fatti di Palermo?Già,com’è possibile che dei ragazzi abbiano

aggredito e violentato una loro coetanea?Ma la risposta è proprio nella

differenza tra istruire ed educare.Alcuni dicono:«la colpa è delle famiglie!»

Per altri la colpa è della mercificazione del corpo della donna.Ma l’aspetto

più inquietante di questa vicenda non è soltanto la violenza in sè,ma l’assoluta

incapacità di questi ragazzi di fermarsi anche per mezzo secondo a pensare

«ma che cosa diavolo sto facendo?»

L’introspezione,diceva Bauman,«è un’attività che sta scomparendo.

Sempre più persone,quando si trovano a fronteggiare momenti di

solitudine,invece di raccogliere i pensieri,controllano se ci sono messaggi sul cellulare».

E se tu non pensi,se non rifletti,se non ti guardi dentro,perché nessuno ti ha insegnato

a farlo,puoi camminare,parlare,mangiare,vedere,ma è come se non esistessi.

Ti lasci trasportare da ciò che gli altri fanno,come un automa.”


E poi continua con un appello molto interessante:


“Cari colleghi professori,al rientro a scuola mettete da parte i registri e le

interrogazioni,e parlate con i ragazzi,anche se sono argomenti difficili,

date ai ragazzi la possibilità di riflettere e di confrontarsi su

quanto è accaduto!Perché la scuola non dovrebbe soltanto limitarsi

a darti delle nozioni,a farti apprendere un determinato sapere,ma

aiutarti a capire chi sei e il mondo che ti circonda.

Istruire ed educare non sono la stessa cosa.I soldati si istruiscono,

i giovani si educano:con le parole.Con le domande.Imparare a pensare,

a riflettere,a confrontarsi,ecco la cosa più rivoluzionaria che si possa

insegnare ai ragazzi[...]

Spingete sempre i ragazzi a chiedersi:«perché è successo questo,

perché x ha agito in questo modo,cosa ha spinto y a fare

quest’altro?»E ricordatevi sempre,siate voi insegnanti o genitori,

che l’aspetto che avrà il mondo di domani,dipende anche da noi.”


(Guendalina Middei)


Sono pienamente d’accordo con l’autrice,in special modo dove si appella ai colleghi e dice loro di parlare con gli studenti dell’accaduto,a porsi delle domande,perché con il dialogo si educa.E in virtù di questo che sto esponendo la visione scettica-discordante e controcorrente potrebbe risultare ai vostri occhi- del mio pensiero riguardo tutto questo.Io non metto in dubbio la professionalità di professori,docenti e tutto ciò che ne concerne e neanche la loro predisposizione ad applicare la metodologia del dialogo aperto;non metto in dubbio neppure la propensione dei giovani all’ascolto e al confronto,ma metto in dubbio ed in maniera angosciata,l’adozione degli standard educativi e d'istruzione che il sistema ha messo in atto!Assai distanti dalle esigenze di cui la società ha bisogno ed in contrasto evolutivo-a mio avviso raccapricciante- rispetto a quello che vogliono farci credere;tuttavia,non posso fare a meno di complimentarmi con tutti i professionisti che resistono ed hanno uno sguardo speranzoso-come d’altronde ho io,umile inconsapevole e non ferrato nel ramo-del futuro nostro e di questi ragazzi.

Dopo questo preambolo,giungerei al nocciolo della questione che spiega il mio scetticismo riguardo l’argomento di cui sopra parlato,che poi mi porterà a porvi una domanda:un articolo di Massimo Gandolfini del Giornale Scientifico a cura dell’ O.N.A.P.(Organizzazione Nazionale Abusi Psicologici),parla in maniera chiara,prima degli studi scientifici condotti negli anni che determinano l’imprescindibilità della sessualità oggettiva e poi della sessualità soggettiva,in quanto non si può far a meno di tener conto dell’influenza esercitata dall’ambiente che ci circonda e dei rapporti vissuti dall’individuo(metto il link a disposizione per approfondimenti IDENTITÀ SESSUATA E TEORIA DI GENDER).A tal proposito vi invito a prestare attenzione alla pag.n.9,primo paragrafo,che a mio avviso,lascia spazio all’esagerazione del libero arbitrio con orribili azzardi teorici dove,almeno io,non ho trovato confutazioni e credo non ce ne saranno,vi spiego il perché-ovviamente è solo una mia supposizione basata da ciò che le istituzioni mettono a disposizione,nero su bianco-


“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di

sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È

compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di

fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e

l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del

Paese.”[...]


L’educazione contro ogni tipo di discriminazione e per promuovere il rispetto delle differenze è

fondamentale nell’ambito delle competenze che alunne e alunni devono acquisire come parte

essenziale dell’educazione alla cittadinanza.

Tale educazione non ha uno spazio e un tempo definiti, ma è connessa ai contenuti di tutte le

discipline, con la conseguenza che ogni docente concorre alla crescita relazionale e affettiva delle

alunne e degli alunni, attraverso il loro coinvolgimento attivo, e valorizzando il loro protagonismo,

in tutte le tappe del processo educativo.Le Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di

istruzione (DM del 16 novembre 2012, n. 254) costituiscono a questo proposito un punto di

riferimento ineludibile.[...]


“...alla scuola spetta il compito di fornire i supporti adeguati

affinché ogni persona sviluppi un’identità consapevole e aperta.[...]


In questi termini, dunque, la circolare fornisce chiarimenti

“riguardo a una presunta possibilità di inserimento all’interno dei Piani dell’Offerta Formativa

delle scuole la cosiddetta “Teoria del Gender”, che troverebbe attuazione in pratiche e

insegnamenti non riconducibili ai programmi previsti dagli attuali ordinamenti scolastici”.

Le Linee guida, quindi, inquadrate nella cornice dell’educazione al rispetto delle differenze e ai

principi di uguaglianza sanciti dall’art. 3 della Costituzione, si offrono come strumento a sostegno

delle scuole per orientare, nel pieno rispetto dell’autonomia, l'azione educativa per prevenire la

violenza di genere e tutte le forme di discriminazione.[...]


(Anche qui metto il link a disposizione,immagino che lo conosciate)


Nel primo paragrafo si parla appunto,dell’evidente classificazione e distinzione tra uomo e donna,che determina sin dall’alba dei tempi un’appartenenza di genere,parla di modello antropologico relazionale:


”Una antropologia relazionale riconosce come dato originario la pluralità e l’interdipendenza; non svaluta come umiliante il bisogno degli altri, ma ne riconosce la realtà ineliminabile e ne fa motivo di gratitudine, e di disponibilità ad aiutare essendo stati aiutati; educa al senso del limite poiché l’orizzonte non si restringe all’io, ma tiene conto della sensibilità degli altri in un rapporto di empatia che si riverbera positivamente su chi lo prova e favorisce la comunicazione e la capacità di pensiero; è condizione dell’idea di bene comune e della possibilità di far prevalere la cooperazione e la contribuzione sulla competizione; favorisce una valorizzazione delle differenze, senza trasformarle in disuguaglianze che generano dominio o disprezzo, ma costituisce la cornice per educare a prendersi cura di chi è più fragile e immaginare forme di inclusione e valorizzazione piuttosto che esclusione e stigmatizzazione.”


Totalmente il contrario di quello che stiamo vivendo!Poi parla di differenze stereotipate nel tempo da modelli obsoleti e patriarcali,dove i maschi dovevano avere certi atteggiamenti e viceversa le donne,ecc…E chiude:


“Il modo proprio e improprio di comportarsi, la percezione di ciò che è giusto o sbagliato, le convinzioni circa i ruoli sono trasmessi dal gruppo dei pari, dalla televisione, dal cinema, dalla Rete, dai libri, dai giochi, dalle canzoni. Anche l’ambiente scolastico rappresenta un contesto in cui i modelli culturali stereotipati e presentati come naturali possono essere strutturati e amplificati, in un gioco continuo di rinforzi reciproci con gli altri ambiti educativi e di socializzazione.In questo senso è opportuno ribadire che “maschio” e “femmina”, che connotano l’identità (l’essere) della persona, non sono etichette che denotano comportamenti predefiniti. Ci sono molti

modi di essere donna e altrettanti di essere uomo. Si può essere uomini e donne in modo libero e rispettoso di sé e degli altri senza costringere nessuno dentro un modello rigido di comportamenti e di atteggiamenti. Lungo il percorso del processo educativo e formativo si deve favorire tale libertà, promuovendo conoscenze e attitudini legate quanto più possibile al pieno sviluppo della personalità di studenti e studentesse, che un domani entreranno nel mondo del lavoro e della vita pubblica apportando competenze differenti e di pari valore e contribuiranno al pieno benessere della comunità civica e sociale e al successo di quella professionale.”


A tal proposito ci sarebbe da intavolare un discorso lungo e assai articolato,ma non c’è poi così tanto bisogno perchè si capisce che l’incongruenza tra parole e fatti è tale da non lasciare alcun dubbio.E già,più si va avanti a leggere e più le cose diventano interessanti;se non altro perché il modo con cui vengono aggirate le convenzioni già pre-dettate e che per una vita sono state prese come modello,oggi non valgono più perché antiche e classiste e per giunta sono causa dello scempio che sta distruggendo la società,in particolar modo,il mondo “femminile.”Certo!Perché non ci abbiamo pensato prima?Che sciocchi!E’ la lingua italiana che deve essere cambiata per valorizzare la donna ed evitare la discriminazione verbale(par.2 della circolare).Non è il valore che si ha di per sè,no!Sono le parole e la differenza delle stesse che viene attribuita in base al ruolo che ricoprono a determinarlo!Questa è manipolazione bella e buona!E così via con i paragrafi a seguire.

Insomma una “circolare modello”,in linea con i tempi che corrono,senza considerare che hanno tirato fuori il “non plus ultra” della demagogia per cucire a misura perfette vesti globalizzate,dove perfino il senso di libertà di scelta-sempre se possiamo parlare di libertà-viene distorto;una circolare che chiarisce e sancisce(ATTENZIONE AL PAR.6) l’impegno preso dalle istituzioni a trecentosessanta gradi contro la violenza di genere, soprattutto sulle donne.Ora,come potrebbe far sì che tutto ciò avvenga?L’OMS,insieme ad altri enti non governativi,introducono un testo-che mi lascia sorpreso,di stucco,ma allo stesso tempo sconcertato-che oltre a far da precursore-guardate le date di riferimento di tutti gli studi fatti-fa da detonatore-nel vero senso della parola-al nuovo metodo educativo tramite istruzioni ben precise:

E’ un testo di sessantotto pagine,dove spiega gli studi fatti-perché se non ci siamo resi conto,ormai siamo oggetto di studio- negli ultimi venti anni e dove si è evi


nto il bisogno di cambiare le regole data l’evoluzione del genere umano in tutte le sue forme,causa la velocità con cui arrivano le informazioni e che hanno innescato la precocità dei giovani riguardo la loro sessualità.Perciò si è palesata l’esigenza di inserire queste nuove linee guida che hanno una visione “olistica”,positiva e consapevole dell’argomento.Ovviamente ho inserito il testo per chi ha la voglia di informarsi adeguatamente.

Immagino che siate al corrente anche di questo e con tutta sincerità non mi sento neanche in grado di commentare in maniera tecnica,in quanto non sono un professionista del ramo.Non sto qui a dire che le linee sono mostruose,anzi,mettono molto in risalto la buona volontà nel difendere i bambini e i giovani e nel fare una cosa senza precedenti,ma forse non hanno tenuto in considerazione la cattiva fede raggiunta dall’essere umano.O forse si ed è stato scritto appositamente per dare poi la “soluzione più adatta come è successo a Palermo?”A onor del vero che leggere ed informarsi apre la mente e gli occhi,allora ho passato ad esamina tutto il testo:Purtroppo non posso fare a meno di notare la singolare facilità con cui potrebbe essere mal interpretato e distorto al punto da ritenere lecita qualsiasi forma di pensiero e d’azione a riguardo;ogni pagina che leggevo,non faceva altro che fare riferimenti a “globalizzazione”,scegliendo la terminologia giusta che riportasse ad uno “standard” obbligatorio da seguire-ovvio in base ai ceti sociali,provenienze,usi e costumi,ecc…Il chè la dice lunga sull'uguaglianza dei diritti tanto blasonati dai sostenitori del progetto,data la discrepanza ovvia che c’è tra i paesi cosiddetti “emancipati” e non-E la cosa davvero esilarante-scontata direi-è che tutti questi studi,ricerche e conclusioni,non sono state fatte da professionisti pagati e formati dagli enti governativi,ma da professionisti pagati e formati da enti non governativi al soldo di multinazionali farmaceutiche e finanziarie.Questo potrebbe far pensare,visto che l’importanza della consapevolezza sessuale è un tassello fondamentale per la garanzia delle prossime generazioni che nasceranno e cresceranno in un futuro privo di scelta,non per mano di una dittatura esplicita,ma per causa dell’evoluzione di pensiero e visione “olistica” plasmati nel tempo-già sta avvenendo-e tutto ciò sarà appagante,in quanto poi,quelle stesse società,offriranno un’ampia gamma di prodotti e soluzioni per ovviare-non risolvere- il problema;in virtù di questo,saranno istruiti e poi educati all’idea di una vita più sicura e confortevole se fai il bravo-o se hai la fortuna di non essere tra quelli più sfortunati-Ora,io qui non voglio entrare nel merito di una polemica complottista,ma vedendo gli ultimi avvenimenti,non posso far altro che accendere una luce nei confronti della più fantascientifica teoria:ci sono le guerre,quelle da esporre,che devono tenere l’attenzione alta per nascondere il resto,a cui dare la colpa per gli aumenti dei costi,cosicché si arriva a raschiare il fondo,scarseggiano le materie prime e aumentano benzina,bollette,cibo e la gente comune fa fatica a tirare avanti.Nel frattempo la società avanza e accelera i tempi,consumiamo sempre di più e non ci basta mai,le aziende ci bombardano con i loro prodotti sponsorizzati su tutti i canali da influencer-figure fondamentali- e i giovani non fanno altro che inseguire il sogno illusorio di una realtà fatta di superfluo,lasciando in secondo piano la propria vita per poi trovarsi vuoti e insoddisfatti.La frustrazione aumenta e quei genitori si indebitano di più perché non può essere che il figlio o figlia non ha l’oggetto,la vacanza e il telefono per fotografare e dimostrare più dell’altro;Dio solo sa che diavoleria ci starà dietro l’angolo!E così via…Chi dovrebbe controllare i giovani sono troppo impegnati,non hanno il tempo di leggere il programma scolastico-almeno la maggior parte dei genitori perché pure loro stanno correndo a comprare cose da mostrare-perciò cadono nella trappola costruita da anni.Non c’è popolo migliore da controllare,se non quello ignorante e inconsapevole.E’ stato costituito un “regime di fiducia indotta”.Perciò tramite questo processo,stanno studiando e testando la nuova materia prima dall’inesauribile quantità:l’ESSERE UMANO!Lo stanno facendo sotto i nostri occhi:Kubrick in fondo non aveva poi tanto torto nel suo “Arancia Meccanica”.Non fate caso alle mie parole,sono frutto di fantasie di un matto che vive al di là,nel mondo fantastico fatto di curiosità,avventure fatte da pensieri e ragionamenti,di domande a cui solo alla luce del sapere puoi vedere una risposta.Però voglio lasciarvi con una domanda:siete sicuri che la realtà che stiamo vivendo sia reale e non sia soggetta a una distorsione voluta per non farci vedere come sia effettivamente?La vita in fondo,è come un gioco d’azzardo,bisogna “vedere” per scoprire se gli altri stanno bluffando,è la voglia di scoprire che ci renderà vulnerabili all’ignoto,ma sicuramente liberi,non credete?


Spero che questo articolo possa servire ad aprire gli occhi e vi porti a ragionarci su.

Un saluto.



g.l.b.

 
 
 

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